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Sentieri delle Tradizioni
Verso le ore undici dalla chiesa di Santa Maria la Nova esce la processione del Venerabile, cioè del SS. Sacramento. La coda del corteo processionale non è ancora uscita dalla chiesa quando un numerosissimo gruppo di giovani s'impossessa della statua del Cristo Risorto, comunemente chiamato Gioia.
Sollevando energicamente ala massima altezza le aste della portantina con le braccia levate, i giovani gridano ripetutamente tutti insieme: Gioia! Gioia! Gioia! Ha così inizio un rito orgiastico inquietante e sublime. Per più di un'ora, dentro la chiesa, i giovani, a brevi e regolari intervalli, continuano a sollevare la statua, sbilanciandola lateralmente, in avanti, indietro, gridando sempre in coro: Gioia! Gioia! Gioia! È impressionante ciò che succede. Si celebra chiaramente un rituale erotico fortemente marcato. Per rendersene conto, basta guardare in viso e nei movimenti i giovani di Scicli, che sprizzano gioia e vitalità da tutti i pori. Essi improvvisano, giocano, si urtano, ridono con intima e totale partecipazione. Verso le ore dodici esce finalmente la bella statua lignea dell'Uomu vivu.Clima orgiastico e ritmo frenetico portano il simulacro per le vie di Scicli, con tutta la montagna di fiori su cui poggia, spingendolo in alto e in basso, avanti e indietro, e in ogni direzione, secondo il capriccio e l'estro dei giovani che lo portano in giro, al suono delle marce più movimentate, sotto una pioggia di fiori gettati dai balconi delle case e in una tempesta di spari assordanti provenienti dal colle di San Matteo. Celebrano in modo primordiale, energico, istintivo, la forza e la gioia della vita, come negli antichi riti agrari, i cui valori, nella festa di Scicli, sono stati ereditati, rifunzionalizzati e consacrati.
Si ringrazia Giuseppe Savà
L'UOMO VIVO (INNO AL GIOIA di Vinicio Capossela)
Ha lasciato il Calvario, il sudario ha lasciato la Croce e la pena si è levato il sonno di dosso e adesso per sempre per sempre è con noi. Se il Padre eterno l’aveva abbandonato ora i paesani se l’hanno accompagnato che grande festa poterselo abbracciare che grande festa portarselo a mangiare. Ha raggi sulla schiena e irradia Gioia le dita tese indicano Gioia esplodono le mani per la Gioia si butta in braccio a tutti per la Gioia. E’ pazzo di Gioia, è l’Uomo Vivo, si butta di lato, non sa dove andare che è pazzo di Gioia, è l’Uomo Vivo di spalla in spalla, di botta in botta le sbandate gli fanno la rotta. Alziamolo di peso gioventù, facciamolo saltar fino a che arrivi in cima, fino al ciel, fino a che veda il mar, fino a che veda che bellezza è la vita e mai dovrebbe finir. Barcolla, traballa, sul dorso della folla si butta, si leva, al cielo si solleva, con le tre dita la via pare indicare nemmeno lui nemmeno lui sa dove andare. Barcolla, traballa, al cielo si solleva. Con le tre dita tre vie pare indicare. Perché è pazzo di Gioia, è l’Uomo Vivo si butta di lato, non sa dove andare di corsa a spasso va senza il ritegno va il Cristo di legno non crede ai suoi occhi, non crede alle orecchie nemmeno il tempo di resuscitare subito l’hanno portato a mangiare. Ha raggi sulla schiena e irradia Gioia si accalcano di sotto per la Gioia esplodono le mani per la Gioia lo coprono i garofani di Gioia Gioia, Gioia, Gioia viva per noi Gioia, Gioia, Gioia viva per noi Gioia, Gioia, Gioia viva per noi. Di là, no di qua, di là, di qua, no, di là Gioia, Gioia, Gioia. E’ pazzo di Gioia, è l’Uomo Vivo,esplode la notte in un battimano per il Cristo di legno che Cristo con me è ritornato Cristiano Barcolla, traballa, sul dorso della folla. Fino a che arrivi in cima, fino al ciel, fino a che veda il mar. Fino a che veda che bellezza è la vita e mai dovrebbe finir Gioia, Gioia, Gioia, Gioia, Gioia, Gioia.