Sportello Turistico Quintino Cataudella Scicli (RG)


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San Giovanni

Sentieri dell'Arte


La chiesa di S. Giovanni Evangelista

Un tempo era annessa al monastero delle Benedettine, fondato nel 1651 da donna Giovanna di Stefano, baronessa di Donnabruna. Il monastero, dopo il crollo e la ricostruzione post-terremoto, sorgeva, fino alla fine dell'800, nel luogo oggi occupato dall'attuale municipio. La chiesa fu riedificata nella prima metà del '700 ed in seguito ricostruita a partire dal 1760 circa. I lavori furono diretti dall'architetto carmelitano di Scicli fra Alberto Maria di S. Giovanni Battista.

La facciata, a tre ordini sovrapposti, fu eseguita in tempi diversi. Il terzo ordine fu eseguito a partire dal 1802 da Salvatore Alì e fu ultimato nel 1803, come si legge sul timpano spezzato e mistilineo che ne conclude la cuspide centrale. Lo stile non si discosta da quello dei due ordini sottostanti, caratterizzati da capitelli compositi che sormontano semicolonne binate dal fusto liscio. La parte centrale della facciata è costituita da una superficie muraria convessa fiancheggiata da due superfici concave, secondo il disegno dell'architetto Vincenzo Sinatra, allievo di Rosario Gagliardi, e di fra Alberto Maria di S. Giovanni Battista, i cui ruoli non sono ben definiti. L'andamento curvo della muratura è espressione tipica del più classico barocco romano, borrominiano. La cella campanaria è posta in alto, al centro della facciata, riproducendo un esplicito esempio della gagliardiana "facciata-torre".

La pianta è uno dei rari esempi siciliani che riproduce un dinamico impianto ellittico incassato tra due spazi autonomi: un coro rettangolare chiuso da un'abside semicircolare; un nartece al quale si accede da una scalinata semiellittica esterna che collega l'edificio alla strada sottostante. La copertura dello spazio centrale è formata da una volta a "guscio di noce" unghiata. All'interno le pareti sono scandite da semicolonne corinzie dal fusto scanalato che sorreggono una trabeazione, al di sopra della quale ampie finestre centinate, schermate da vetri colorati, illuminano l'ambiente.

Nel 1776 i lavori vennero conclusi da Giovanni Gianforma con la realizzazione degli stucchi interni. La volta conteneva un affresco raffigurante S. Benedetto. Nel 1861 alte decorazioni in stucco furono eseguite da Giuseppe Sesta. Sugli altari laterali sono visibili tre tele raffiguranti la Natività di Maria, S. Giovanni Evangelista, S. Benedetto da Norcia ed un Crocifisso in cartapesta.

Dopo il 1854 gli stucchi del Gianforma furono sostituiti da quelli di Vincenzo Signorelli, in stile classicheggiante, entro riquadri geometrici, ormai lontani dalla curvilinea grazia tardobarocca. Anche l'affresco ovale della volta fu sostituito da una tela. All'interno, nella sagrestia, è conservato un dipinto raffigurante un Crocifisso( " il Cristo in gonnella ") la cui iconografia rimanda probabilmente alla tradizione spagnola. Il Cristo, infatti, indossa una veste sacerdotale bianca, merlettata in basso e poggia i piedi su un uovo di struzzo e sue due coppe (o due else di spade). La tela è datata 1696 e firmata da Juan de Parlazin.


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